Chi ha inventato i sentimenti? Intervista a Tony Maiello

Molti di voi ricorderanno Tony Maiello. Era un concorrente della prima edizione di X Factor, si classificò quarto (vinsero gli Aram Quartet). Ma è anche il vincitore di Sanremo Giovani del 2010, con il bellissimo brano “Il linguaggio della resa”. Ora è tornato con uno stile tutto rinnovato.

L’intervista con lui, mi ha colpita molto. Nel periodo di silenzio che è seguito alla vittoria di Sanremo, ha affrontato un principio di depressione. Chiaramente una brutta esperienza e che lui stesso dice di non augurare nemmeno al suo peggior nemico, ma parlandoci risulta evidente quanto questa fase della sua vita l’abbia fatto maturare.

L’intervista è durata quasi il doppio della versione pubblicata perché parlare con lui si è rivelato davvero interessante. La mia non era la curiosità tipica di chi scrive ed ha bisogno della notizia con cui fare un titolo. Mi piaceva davvero ascoltarlo. C’era così tanta sincerità e consapevolezza nelle sue parole, che ero completamente partecipe di ciò che diceva.

In fondo anche nella vita di tutti i giorni, le persone che vale la pena ascoltare sono quelle che ti mostrano anche le loro debolezza e al tempo stesso la forza con cui le hanno affrontate, piuttosto che persone che si nascondono dietro una maschera di perfezione.

Clicca qui per ascoltare l’intervista

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Keep calm and carry on, Daniela!

Esiste qualcosa di meglio che avere degli amici super comprensivi e che ti supportano (e sopportano) mentre persegui piccoli e grandi sogni? Due sere fa c’è stata una piccola riunione di comitiva da me. Quando i miei amici vengono a trovarmi, la prima domanda che mi viene fatta è: possiamo leggere i nuovi capitoli del tuo libro? Chiaramente li rendo partecipi molto volentieri,  in parte per amore di condivisione e poi perché adoro sentire i loro pareri e ricevere dei consigli.

Due sere fa però non avevo nulla di nuovo da far leggere loro. Il caldo asfissiante e il tanto lavoro, non mi hanno permesso di continuare a scrivere. Hanno notato la mia delusione e il pizzico di tristezza con il quale glielo dicevo et voilà…due giorni dopo mi hanno regalato questo “quaderno d’incoraggiamento”.

Per chi non lo sapesse, Keep Calm and Carry On (mantieni la calma e vai avanti) è uno slogan stampato su un manifesto dal governo inglese, durante la seconda guerra mondiale, per incoraggiare  la popolazione a non lasciarsi prendere dal panico in caso di un’invasione nemica. Il manifesto non venne mai utilizzato perciò non è molto conosciuto.

Ai giorni nostri però, in Inghilterra, esiste un vero e proprio business attorno a questa frase. Vengono prodotti gadget di ogni tipo con inciso questo slogan che spesso viene modificato a seconda del gadget, ad  esempio esistono borse con la scritta: Keep Calm and Carry On Shopping (Mantieni la calma e continua a fare shopping) oppure sveglie su cui è scritto Keep Calm and Carry On Sleeping (Mantieni la calma e continua a dormire). Il quaderno che vedete nella foto, invece, come noterete è personalizzato con il mio nome.

Cinquanta sfumature di grigio di E. L. James [TRAMA + RECENSIONE]

Ho appena acquistato Cinquanta Sfumature di Grigio…il libro di cui tutte parlano (come recita lo spot). Senza specificare se tutte ne parlino bene o ne parlino male. Ho iniziato da pochi minuti a leggere il primo volume della trilogia di E.L. James, ed ho creato questo post, per annotare via via le mie impressioni.

PRIMO CAPITOLO

Il primo capitolo è incentrato sull’intervista che Ana fa al signor Grey…l’intervista più ridicola a cui io abbia mai assistito! Le prime 15 pagine sono piene zeppe delle lamentele di questa ragazzina coi capelli impazziti, che non vuole andare a fare l’intervista al posto della coinquilina Kate, che ha l’influenza. Non capisco perché si agiti tanto. Sarà perché io faccio diverse interviste a settimana, ma Kate, le ha addirittura dato la lista di domande da leggere e seguire fedelmente…cosa sono tutti questi drammi -.-

Le descrizioni, poi, lasciano un po’ a desiderare. Mi sembra si dia peso a dettagli banali come le sedie e si descrivano le donne tutte allo stesso modo, parole chiave: Bionda e Impeccabile. Sono tutte così.  La scrittrice vuole rendere l’idea di un edificio con il personale interamente composto da bionde, perfette…ma alla quarta bionda che compare, l’effetto è quello di alzare gli occhi al cielo.

Anche la descrizione di Grey fa di lui un luogo comune ambulante. E’ bello. Punto. Non si capisce che cosa ci sia di così sconvolgentemente attraente in lui tanto da provocare i bollori di Ana. E’ un sex symbol solo perché ha i denti bianchi? O perché è solito mettere il dito davanti al labbro inferiore (???) ? Proprio perché nulla di Grey è in grado di affascinare la lettrice, Ana finisce col sembrare una specie di ninfomane che perde il controllo con niente. Purtroppo non so dire se la versione originale sia migliore e quindi sia solo una questione di traduzione. Molti sostengono che in inglese, questo romanzo, sia nettamente più appassionante.

SECONDO CAPITOLO

Giusto per iniziare in maniera non ridicola, la protagonista inciampa. Dovete sapere che Ana sembra avere seri problemi di equilibrio, inciampa o cade costantemente. Ma in questo caso è giustificata…sta scappando dall’edificio, sopraffatta dall’attrazione totalmente senza senso a meno che Ana non sia in astinenza da secoli per Christian Grey. E dopo averlo definito arrogante lungo tutto il primo capitolo, nel secondo si chiede se sia stata la sua educazione ad averla colpita tanto. A voi le conclusioni.

Kate, la coinquilina, poi ha doti di chiaroveggenza. Semplicemente ascoltando la registrazione della surreale intervista, deduce che Christian Grey sia preso da Ana. In fondo l’idea di una ragazza che va a fare un’intervista e poi inizi una relazione con il personaggio intervistato ci può anche stare. Il punto è che manca la motivazione per cui questa scintilla scatti. In poche parole, lei sembra eccitata da ogni gesto che un personaggio totalmente trascurabile come Grey fa. L’autrice crede che basti dire che Grey è bello, per renderlo affascinante anche nella mente di chi legge, ma lo sanno anche le pietre che il segreto per un buon romanzo è mostrare e non dire. Cosa lo rende così magnetico? Insomma io non ci ho visto nulla di affascinante in un patetico uomo di potere che sostiene che gli bastano mamma, papà e fratelli e che non ci tiene a fidanzarsi. Un mammone insomma! Spero di ricredermi continuando a leggere 🙂

Intanto nel secondo capitolo compare José, un amico di Ana che ha una cotta per lei ma che lei vede come un fratello. Solita descrizione banale, muscoli in vista, occhi scuri, bla, bla, bla e la sensazione che ogni singola scena sia già vista. Luoghi comuni, su luoghi comuni. In un monologo interiore lei precisa che non è mai stata attratta da nessuno…escluso il mammone Grey ovviamente 😉 che incontra nuovamente nel ferramenta dove lei lavora. Sì, Ana lavora in un ferramenta!

Qui la descrizione del fascino di Christian Grey tocca l’apice con la frase: “non è semplicemente bello: è la quintessenza della bellezza maschile mozzafiato” cosa??? -.- Insomma, rassegnatevi…E’ BELLO, fidatevi, più di questo non è dato sapere. Fine del discorso.

TERZO CAPITOLO

Niente, non c’è verso di simpatizzare con la protagonista. Sembra una sciocca, imbranata, ragazzina insicura. Eppure anche in questo capitolo spuntano nuovi corteggiatori…e lei, che se la tira pure, ovviamente non degna nessuno delle sue attenzioni. Arrivate al terzo capitolo, i fiumi interminabili di parole spesi a descrivere l’ansia che colpisce Ana ogni qualvolta si alluda a Grey, diventano fastidiosi. Insomma pensa a Grey e a stento si regge in piedi. Sua madre le chiede semplicemente “come va?”, lei ricollega la domanda a Grey e rischia un altro infarto. Deve chiamare Grey…non ne parliamo…tremori, difficoltà a riconoscere la sua stessa voce…insomma, avete di fronte la reginetta del dramma. Se devo essere sincera, sto facendo fatica a proseguire nella lettura. Lei non la sopporto, troppo rammollita per i miei gusti…ma voglio proprio capire come avverrà questa trasformazione da verginella snob a dea del sesso.

Nel terzo capitolo Grey offre un caffè a Ana. Io con un tipo con lo sguardo torbido (ebbene sì, lo descrive così) come Grey, non ci andrei a prendere nemmeno un bicchiere d’acqua, ma immagino che l’autrice sia convinta che arrivate al terzo capitolo, le lettrici siano tutte pazze di Grey…ma anche no!

Inoltre Ana viene fuori in tutta la sua stupidità, visto che Kate…la coinquilina chiaroveggente, dopo aver parlato due minuti con Grey ha già capito che è pericoloso e che non è il tipo giusto per una ragazza innocente ingenuotta come Ana. Comunque lei accetta l’invito e il capitolo finisce con Ana che per la prima volta in 21 anni ha voglia di essere baciata!

QUARTO CAPITOLO

Abbiamo lasciato Ana che elemosinava un bacio, tra le braccia di Grey. Ebbene, Grey dopo averle offerto il caffè, dopo averla fissata con il suo proverbiale sguardo torbido, dopo averla salvata da un ciclista che voleva investirla (eroico e vano tentativo di salvare l’umanità da questo romanzo!) decide di fare lo splendido e si nega, affermando di non essere l’uomo giusto per lei. Quindi tutti quelli che speravano iniziasse la parte erotica su cui si è costruita la popolarità del romanzo, si rassegni…bisogna sopportare ancora qualche pagina.

Nel quarto capitolo poi iniziano a parlare le vocine interiori di Ana, se possibile anche più fastidiose di lei. Ah, anche la vocina interiore “la sbeffeggia”…segnale, che questa Ana non è antipatica solo a me! Il rifiuto di Grey, porta noi poveri lettori a doverci sorbire la lagnosa Ana dall’orgoglio ferito. Dovete sapere che lei non è MAI e dico MAI e sottolineo MAI stata rifiutata in vita sua. L’unica esperienza umiliante della sua esistenza, sino a quel momento, era stata essere scelta per ultima per la squadra di pallacanestro o di pallavolo.

Qui il personaggio acquista una certa profondità psicologica, per poche righe,  sostenendo di non essersi mai messa in gioco in amore per via delle sue tante insicurezze, legate al fatto di essere troppo pallida, magra e trasandata…quasi quasi mi convinco dell’umiltà di Ana e mi dispiace di essere stata dura con lei, ma dura poco, perché si affretta a precisare che è sempre stata lei a respingere qualunque spasimante e che, quasi, quasi, dovrebbe iniziare a dare una possibilità a Paul, José, il tipo del corso di chimica che la corteggia, o uno qualsiasi del suo plotone di corteggiatori. A questo punto anche la vocina interiore è esasperata (parole sue!) e le intima di smetterla. Io faccio il tifo per la vocina, sperando che la convinca! -.-

Ovviamente Grey, che vi ricordo le aveva detto di non essere l’uomo per lei e di starle alla larga, le invia un regalo…la coerenza è un po’ il filo conduttore di tutta l’opera (se non si fosse capito, sono ironica!). Ora evito di raccontarvi la trama nei dettagli, per non togliere la sorpresa a chi volesse leggerlo.

La cosa più bella di questo capitolo è scoprire che Christian Grey in realtà è Superman. Ebbene sì! Ana è ubriaca in un locale, dove festeggia la laurea appena conseguita. Come ogni film che si rispetti, da ubriaca chiama Grey che le dice che l’avrebbe raggiunta. Piccolo dettaglio: lei non ha mai detto dove si trovava e comunque Grey vive in una città a due ore dal locale in cui era Ana. Eppure, il tempo di andare dal bagno del pub all’uscita e puff Grey si materializza e la salva da José che voleva baciarla contro la sua volontà.

Poche righe più tardi scopriamo che Grey ha rintracciato la telefonata…quindi immagino abbia tutta quell’apparecchiatura che hanno gli agenti nei film polizieschi, con monitor, radar, cuffie e quant’altro, per scoprire la posizione esatta dei rapitori che chiamano per il riscatto. Dovremmo crederci? Kate intanto flirta col fratello di Christian Grey e Ana che non ha mai avuto una relazione in vita sua, le fa la morale e si ripropone di darle delle lezioni sul sesso sicuro. Pure saputella e moralista!

QUINTO CAPITOLO

Credetemi è stata una vera e propria faticaccia riprendere a leggere. Ho sviluppato un odio profondo verso questa patetica ragazzetta di nome Ana. Ma dopo aver cucinato, fatto la lavatrice, stirato, risistemato il giardino, scritto un capitolo del mio libro, preparata un’intervista per lunedì, ho finito tutte le scuse per ritardare il compimento della mia missione, ossia finire questa spina nel fianco dal titolo: Cinquanta Sfumature di Grigio.

Tanto per cambiare, il capitolo si apre con Ana che si piange addosso…per mille motivi inutili ovviamente. Si risveglia nell’hotel dove Grey l’ha portata. Lui entra nella stanza tutto sudato, lercio e puzzolente, dopo essersi allenato e ovviamente ciò eccita Ana…a me viene in mente solo BLEAAAHHH -.-

Da non perdere i battibecchi alla Sandra e Raimondo di questo capitolo, che in bocca alla verginella e al mammone suonano ridicoli e totalmente incoerenti con l’immagine che si è voluta dare (specie di lui) sino a questo momento. Comunque il capitolo ha luogo quasi interamente in questa stanza d’albergo. Lui fa la doccia, poi la fa lei e anche sotto il getto d’acqua lei e le sue vocine interiori intessono paranoie. Ma sotto l’acqua, usando lo stesso sapone di Grey, Ana è lì lì per scoprire i piaceri dell’autoerotismo quando Grey bussa alla porta per avvisarla che la colazione è pronta. Ana, non è destino, rassegnati!

Finalmente però il romanzo entra nel vivo, Grey vuole incontrarla quella sera per rivelarle un segreto e tutto il mondo sa già di cosa si tratta anche perché è il motivo per cui TUTTI hanno acquistato il libro. Intanto nell’ascensore dell’hotel scatta il primo bacio con tanto di sbattimento contro la parete. Aspetto di leggere il sesto capitolo per capire se ora la storia si faccia più avvincente.

SESTO CAPITOLO

Qui scopro che Grey ha quel vizio che rende alcuni uomini degli imbecilli patentati. Dice ad Ana che ciò che è successo in ascensore non si ripeterà più -.- ora capisco che nella speranza di riuscire finalmente a perdere la verginità, Ana tenga duro, ma questo è troppo! Mi sembra il classico uomo che prima ti porta a letto e poi dice che è stato un errore. Cafone!

Ma come ho detto, il punto forte di questo libro non è la coerenza. Arrivano a casa di lui che gli fa firmare un accordo di riservatezza. Si và nella “stanza dei giochi” per la rivelazione e Ana non perde occasione di mostrare la sua stupidità chiedendo a Grey se ha intenzione di giocare alla Playstation -.- Alla fine del capitolo lasciamo Ana sulla soglia della stanza dei giochi.

Devo dire che la scrittura si fa più interessante…intendiamoci Ana resta patetica, ma l’autrice è in grado di giocarsi bene la carta dell’attesa prima con un volo interminabile fino a Seattle e poi con la descrizione del percorso che porta alla stanza misteriosa.

SETTIMO CAPITOLO

Ahahahahahhaha…scusate ma il settimo capitolo rasenta la comicità! Grey e Ana dovrebbero presentarsi a Zelig…sarebbe un successone!

In questo capitolo si parla delle regole da seguire ed è qui che il Dominatore (Grey) si trasforma in dietologo e infatti le regole comportano il dover mangiare in maniera sana e dei cibi specifici, dormire 7 ore a notte e farsi seguire da un personal trainer. Ma che voi sappiate, l’autrice fa uso di stupefacenti???

E poi ci sono i cosiddetti “limiti assoluti” e cioè un elenco di pratiche che non verranno fatte. Per farvi capire il livello, vi dico solo che tra i limiti di Grey c’è il non voler fare sesso con bambini o animali e non voler prendere fuoco mentre domina la sua sottomessa -.- Intanto quando tocca ad Ana esprimere i suoi limiti, ecco che Grey scopre che la ragazza è vergine. Apriti cielo…

OTTAVO CAPITOLO

Grey nella sua immensa generosità, dice ad Ana che risolverà la faccenda della verginità…e lei tutta felice, accetta che la sua prima volta sia di uno squallore senza pari, con un uomo che la ritiene un problema da risolvere. Parliamo di fantascienza. A meno che non si tratti della ragazza con meno autostima sulla faccia della terra, dubito che una qualunque DONNA degna di essere definita tale, accetti di perdere la verginità con un uomo del genere. E poi la prima volta è sempre accompagnata da un certo timore mentre Ana si mette a contrattare tranquillamente sulle pratiche sadomaso insieme a Grey, pur non avendo esperienza nemmeno sul “sesso base”!

Eppure il romanzo è scritto da una donna…che non ha alcuna sensibilità femminile. Ah, chiunque si aspettasse una scena di sesso con i fuochi d’artificio, deponga ogni speranza…

NONO CAPITOLO

Inizia con Ana che si sveglia nel letto di Grey e lo osserva: labbra imbronciate e i capelli sono una matassa inestricabile…e sapete cosa ne pensa lei? Si domanda come possa essere legale una persona così bella!!!!!!! Immagino che anche a voi sia capitato di risvegliarvi con i capelli arruffati, ma non credo che abbiate pensato di essere talmente sexy da dover essere considerati illegali -.-

Con lei si sveglia anche la sua vocina interiore – l’unica cosa ragionevole del libro che la rimprovera per aver dato la sua verginità ad un uomo che non la ama e vuole trattarla come una schiva. Poi si mette a cucinare tutta compiaciuta di essere finita nel letto di Grey…perché è davvero difficile che un uomo accetti di passare una notte di solo sesso, vero? Lei sì che ci sa fare! -.-

Mentre zompetta per la cucina ascolta la canzone MISFIT di Amy Studt…vi prego, non fate l’errore che ho fatto io!!!!!! Non andate a cercarvi la canzone su youtube! Al primo video che ho aperto trovo una sfilza di commenti (in inglese) di utenti che sono arrivati al video leggendo 50 sfumature di grigio…mi sento così scontata e prevedibile -.-

Per fortuna poi come al solito arriva la parte comica a risollevarmi! Grey le chiede quanto dolore prova perché vorrebbe continuare “l’addestramento” e basta che lui dica la parola “A-D-D-E-S-T-R-A-M-E-N-T-O” che lei è già tutta un fuoco e non riesce a trattenere un gemito! Ragazzi provateci anche voi…andate dalla vostra fidanzata e dite: ADDESTRAMENTO! Poi raccontatemi come è andata 😉

Grey comunque è un buono…visto che Ana è dolorante, l’addestramento consisterà in sesso orale…e durante un bagno caldo lei scoprirà la sua vera vocazione… In questo capitolo poi lui le lega i polsi per la prima volta e mentre la sta baciando arriva la sua mammina!!! Il capitolo finisce così…perdonate la scarsa partecipazione ma non vedo l’ora che questo noiosissimo libro finisca.

DECIMO CAPITOLO

Scopro un’altra cosa che odio dell’autrice…vi avevo già accennato quanto fosse totalmente incapace di fare delle descrizioni, ma oltre a questo ha un brutto vizio: ogni volta che non sa come definire qualcosa usa l’aggettivo INDECIFRABILE, così salta a piè pari l’impiccio di farci capire qualcosa! -.- Invece l’ennesima cosa che detesto di Ana  è l’abitudine di pensare  alla parola “Merda” ogni tre righi. Sì lo pensa, non lo dice…ma è fastidioso ugualmente!

Per cercare di far sembrare Grey come un importante uomo d’affari ogni tanto l’autrice tratteggia delle sue telefonate in cui lui dice cose a mio parere idiote come “Faremo un lancio del carico con il paracadute” o altre cavolate del genere. Altra cosa…Grey continua a ripetere ad Ana. in ogni maledetta pagina di non mordersi il labbro perché così facendo scatena i suoi istinti.Comunque in questo capitolo lei ha un breve incontro con la mamma di Grey. Solita aria da patetica ingenuotta.

Poi la rivelazione, di cui sinceramente non m’importa un tubo. A 15 anni Grey è stato sedotto da un’amica della madre ed è stato il suo schiavo per 6 anni -.- Quindi al college non è mai uscito con una sua coetanea e non ha mai avuto una relazione normale perché voleva solo lei e se lo avesse fatto lei lo avrebbe ammazzato di botte. Ed io mi chiedo: perché non l’ha fatto??? Ci saremmo risparmiati questa sofferenza.

Insomma, nulla ha un senso…pagine e pagine di spazzatura. Dialoghi assurdi. Lei che continua a chiedere: ma dovrò ubbidirti? Ma mi comanderai? SIIIIIIII cavolo lo vuoi capire? E poi segue l’aria contrita all’idea di essere la schiava di Grey.

Ok, non mi ergo a conoscitrice del sadomaso ma credo che questo tipo di pratiche raggiunga il suo scopo di provocare piacere quando entrambi i membri della coppia sono attratti da questo genere di cose. Ana sembra una che deve andare al patibolo (magari, aggiungo io). Tra vocine e dee interiori questo capitolo non è degno di nota.

 

Questo post si chiude qui…se dovessi decidere di farmi del male e leggere i capitoli dall’11 al 26 li inserirò in un nuovo post, per non appesantire ulteriormente questo.

 

Intervista a Diego Daddi ad un anno dall’incidente

Sicuramente molti di voi ricorderanno Diego Daddi, il corteggiatore della tronista salentina Claudia Piumetto e attuale fidanzato di Elga Enardu. Purtroppo nell’estate 2011 è stato vittima di un brutto incidente. Fortunatamente, al di là della perdita di 5 gradi all’occhio sinistro, ora si è completamente ristabilito. Ha ripreso la sua vita normale e ha ricominciato a fare sport.

Nonostante sia lontano dalle scene già da un po’, Diego gode ancora di un grandissimo seguito e di un forte affetto da parte delle fans e molte di loro si chiedevano se l’incidente avesse lasciato spiacevoli strascichi nella vita del giovane. Abbiamo deciso perciò di intervistarlo.

Diego mi è sembrato un ragazzo gentile, educato e alla mano. Niente di lui urlava divismo. Forse è una delle poche volte in cui l’impressione che traspariva dal teleschermo anni fa, era esatta. Posso affermare con certezza che Diego non fingeva di essere il ragazzo della porta accanto per accattivarsi il consenso del pubblico, è davvero un ragazzo semplice e che sa benissimo cosa è prioritario nella vita.

La relazione d’amore con Elga procede a gonfie vele. Insieme gestiscono dei centri Vodafone. Esempio lampante del fatto che a loro non interessa apparire o andare sulle copertine delle più note riviste scandalistiche. Si sono ritagliati il loro mondo ed hanno coltivato il loro amore, e forse è per questo che il loro rapporto è così solido. Presto, probabilmente, i riflettori si riaccenderanno su di lui…ma per scaramanzia ha preferito non rivelarci di cosa bolle in pentola.

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Intervista a Roberto Casalino. Da Cercavo Amore di Emma ai castighi con Tiziano Ferro.

Roberto è entrato nella mia vita in un freddo pomeriggio d’inverno di alcuni mesi fa. A settimane alterne mi torna la fissazione di voler scrivere una canzone e credetemi è più probabile che il cibo del McDonald faccia dimagrire piuttosto che io riesca a concentrare ciò che intendo dire in pochi versi. Nata prolissa, morirò tale! Diciamo che quando distribuivano il dono della sintesi, ero da Paperblanks a spendere una fortuna in agendine.

Ma torniamo a noi! Era uno di quei giorni in cui dicevo a me stessa che avrei scritto il brano più bello di tutti i tempi, anche se non avevo ancora idea di cosa parlare, ma diciamo che sul tema “contrasti amorosi” sono abbastanza ferrata, dunque pensavo di iniziare da quello. Primo passo? Cercare su google: “come scrivere una canzone”. Girovagando per il web sono giunta ad un sito dedicato esclusivamente a chi, come me, nutre il desiderio di essere il nuovo Mogol. (Ho il brutto vizio di sognare in grande!) Mi iscrivo alla newsletter e dopo essermi messa l’anima in pace, per aver fatto qualcosa in direzione del mio sogno intermittente, vado a dormire.

Il giorno dopo ricevo una mail che annuncia un seminario tenuto da Roberto Casalino per apprendere tutti i segreti per scrivere un brano di successo e farsi ascoltare dalle grandi case discografiche. Purtroppo troppo lontano da dove vivo io per poterci partecipare. Ciò che però mi colpì particolarmente di quella mail, fu leggere titoli di canzoni che adoravo e scoprire che le aveva scritte lui. Inviai subito una mail alla mia caporedattrice per chiederle se potevo intervistarlo e lei, che già lo conosceva e lo stimava come autore, appoggiò la mia idea.

Intanto era arrivato il concitato periodo Sanremese. Tra tutti i brani mi colpisce “Per Sempre” di Nina Zilli che sembrava descrivere perfettamente ciò che in passato è accaduto nella mia vita privata. Indago un po’ sul brano e indovinate chi l’aveva scritto? Ovviamente Roberto Casalino. Quest’uomo è un genio, ho pensato! Arriva il momento dell’intervista. Credo che dirvi che in genere le interviste dovrebbero durare 10 minuti, ma quella con Roberto è durata 20, riesca già a far comprendere quanto fosse interessante ciò che diceva. E poi, viva Dio! un ragazzo che parla, senza che io dovessi tirargli fuori le parole con le tenaglie.

Difficile dire quali momenti dell’intervista mi siano piaciuti di più ma devo dire che mi ha intenerita tantissimo, quando mi ha raccontato che a 14 anni veniva messo in castigo con Tiziano Ferro perché parlavano di musica durante gli allenamenti di pallavolo. Immaginavo questi due ragazzini che ancora ignari di cosa gli avrebbe riservato il futuro, avevano un sogno talmente grande da non poter smettere di parlarne nemmeno mentre erano impegnati a fare tutt’altro. Uno di loro sarebbe diventato l’orgoglio della musica italiana e l’altro uno degli autori che meglio riesce a fare delle note uno strumento per esprimere emozioni e sentimenti.

È stato esilarante il momento in cui mi ha spiegato che le sue canzoni nascono spontaneamente, anche mentre è impegnato a fare la spesa o quando mi ha parlato della gioia che si prova quando hai la consapevolezza che stai creando qualcosa che funziona, che sia un motivetto o un verso. Io lo capisco perfettamente. Sono quelle illuminazioni che io per prima ho nel corso della giornata. Vengono all’improvviso, mentre sei impegnata a scrivere un articolo, a prendere il caffè o a riordinare la casa. Tutto si ferma e chiaro come il sole appare un unico pensiero: “nel mio libro potrei inserire anche un capitolo su…” e allora prendo appunti sul cellulare o sul primo pezzo di carta che mi capita a tiro, nel terrore che l’epifania possa passare. Apro parentesi: perché in questi momenti non c’è mai una penna a portata di mano? Chiudo parentesi.

Dopo aver parlato di come è nato il brano Cercavo Amore di Emma Marronemi sono resa conto che stavamo sforando con i tempi ed ho dovuto lasciarlo andare…ma prima gli ho chiesto un consiglio − ufficialmente per i lettori, ufficiosamente anche per me!− come si fa a diventare come lui???

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Phoebe Coleman – Anello Love Me Tender [recensione]

Pochi giorni fa, dopo aver ultimato un articolo, stavo spegnendo il pc e nel chiudere la mia pagina Facebook ho notato una foto postata da Chiara Ferragni. Tra i gioielli che indossava, la mia attenzione è stata totalmente monopolizzata dall’anello Love Me Tender di Phoebe Coleman, che Chiara indossava al pollice. E devo dire di non essere stata l’unica, visto che l’80% dei commenti era proprio su quell’anello. Così ho deciso di regalarmelo.

Ho la sana, anzi sanissima abitudine, di coccolarmi con piccoli regali nei momenti particolarmente stressanti. In genere, nulla di particolarmente costoso. Già di mio, non sono una spendacciona e in questo periodo di crisi, ho fatto di virtù necessità! A mia discolpa devo dire che l’ultimo periodo è stato davvero intenso, lavorativamente parlando. Si sono susseguiti problemi su problemi. E anche nella vita privata, mi sono trovata ad affrontare un bel po’ di cambiamenti. Alcuni piacevoli, altri spiacevoli ma necessari. Così ho deciso che me lo meritavo proprio! Detto, fatto…pochi giorni dopo lo sfoggiavo al mio dito!

Dato che in molte mi avete chiesto come acquistarlo, ho deciso di creare questo post per dare un po’ di informazioni. L’anello in Italia non si trova. E’ possibile acquistarlo SOLO sul sito ufficiale, precisamente a questo link. Una volta cliccato su Add to cart (in basso a destra), si viene reindirizzati alla pagina Paypal dove è possibile effettuare il pagamento in tutta sicurezza. Nello spazio dedicato al “messaggio al venditore” ricordatevi di indicare la vostra taglia: S, M o L. Io ho scelto la M perché volevo indossarlo al pollice…voglio precisare che ho le dita sottili e la taglia M mi va perfettamente sia al pollice che al dito medio, mentre va larga all’anulare.

Una volta effettuato il pagamento, entro 24 ore si riceve la mail di conferma. L’anello viene creato al momento dell’acquisto. L’assistenza clienti è impeccabile. Se si conosce l’inglese è un ottimo modo per ricevere tutte le informazioni di cui avete bisogno, dato che il più delle volte è Phoebe Coleman in persona a rispondere!

Il mio anello è stato creato in due giorni e poi è stato subito spedito. 4 giorni lavorativi dopo l’ho ricevuto. La busta postale che lo contiene è nera, molto elegante devo dire, e gli indirizzi sono scritti con una penna dorata. All’interno troverete il vostro anello contenuto in una scatolina nera con la scritta Phoebe Coleman ed una cartolina con i contatti. Il costo totale di anello + spese postali è di £108,00 al cambio attuale 136,06 Euro. Fate conto però che esiste anche la versione in argento dello stesso anello, che costa nettamente meno. Potete vederla cliccando qui.

Mi sento di consigliarlo a chi, come me, adora i gioielli delicati e poco vistosi. Chi invece preferisce la gioielleria appariscente credo che potrebbe rimanerne delusa.

Intervista ad Arisa. La dimostrazione che i sogni possono diventare realtà

Che dire di Arisa! A mio parere rispecchia il prototipo del personaggio che ogni giornalista vorrebbe intervistare. Con lei si ha la certezza che qualunque cosa dica, rispecchia realmente il suo pensiero. Non è una di quelle celebrità che si riempiono la bocca di slogan e frasi fatte. Arisa si è rivelata genuina ed interessante, proprio come la immaginavo.

Non si tira indietro quando si tratta di esprimere la sua posizione sulla Chiesa, che spesso limita la vita privata e denigra gli omosessuali. Dichiara anche la sua enorme stima per Papa Giovanni Paolo II. Parla con dolcezza del suo grande amore finito e della scrittura del suo libro, rivelatasi terapeutica.

Quando si parla con lei, si ha l’impressione di confidarsi con un’amica, ti viene quasi voglia di confidarle i tuoi problemi di cuore e di chiederle consiglio. La sua grande generosità è venuta fuori quando mi ha detto che provenendo da una famiglia modesta, pensa sempre a come potrebbe essere di aiuto per i meno fortunati. E credetemi, le sue non sono frasi dette per risultare una persona migliore. Me ne sarei accorta subito. Arisa E’ una ragazza altruista, gentile, solare e che non disdegna il duro lavoro per raggiungere i suoi obiettivi.

Cantante, scrittrice, attrice e pittrice. Con lei si ha la sensazione di vivere in una società migliore. Una società che permette a chiunque abbia una passione ed un reale talento, di vivere la vita che sogna. Arisa proviene da una famiglia normale, nessun amico politico, né famigliari influenti. Ce l’ha fatta con le sue sole forze e, come dice lei, con scarpe comode. Non voglio credere che lei sia l’eccezione. Voglio pensare che prima o poi ogni singola persona che bruci di passione per qualcosa, riesca a trovare una strada per vivere di essa.

Clicca qui per ascoltare l’intervista