Archivio | aprile 2012

Intervista ad Arisa. La dimostrazione che i sogni possono diventare realtà

Che dire di Arisa! A mio parere rispecchia il prototipo del personaggio che ogni giornalista vorrebbe intervistare. Con lei si ha la certezza che qualunque cosa dica, rispecchia realmente il suo pensiero. Non è una di quelle celebrità che si riempiono la bocca di slogan e frasi fatte. Arisa si è rivelata genuina ed interessante, proprio come la immaginavo.

Non si tira indietro quando si tratta di esprimere la sua posizione sulla Chiesa, che spesso limita la vita privata e denigra gli omosessuali. Dichiara anche la sua enorme stima per Papa Giovanni Paolo II. Parla con dolcezza del suo grande amore finito e della scrittura del suo libro, rivelatasi terapeutica.

Quando si parla con lei, si ha l’impressione di confidarsi con un’amica, ti viene quasi voglia di confidarle i tuoi problemi di cuore e di chiederle consiglio. La sua grande generosità è venuta fuori quando mi ha detto che provenendo da una famiglia modesta, pensa sempre a come potrebbe essere di aiuto per i meno fortunati. E credetemi, le sue non sono frasi dette per risultare una persona migliore. Me ne sarei accorta subito. Arisa E’ una ragazza altruista, gentile, solare e che non disdegna il duro lavoro per raggiungere i suoi obiettivi.

Cantante, scrittrice, attrice e pittrice. Con lei si ha la sensazione di vivere in una società migliore. Una società che permette a chiunque abbia una passione ed un reale talento, di vivere la vita che sogna. Arisa proviene da una famiglia normale, nessun amico politico, né famigliari influenti. Ce l’ha fatta con le sue sole forze e, come dice lei, con scarpe comode. Non voglio credere che lei sia l’eccezione. Voglio pensare che prima o poi ogni singola persona che bruci di passione per qualcosa, riesca a trovare una strada per vivere di essa.

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Intervista ad Alessandro Casillo: il trionfo della semplicità

Piccola premessa: non ho seguito Io Canto. Quando mi è stato proposto di intervistare Alessandro Casillo, lo conoscevo come il vincitore di Sanremo Giovani 2012, con il brano “E’ vero”. Ho iniziato le mie ricerche di rito e mi sono imbattuta in uno scenario che non si vedeva dai tempi dei Beatles. Ragazze urlanti e in lacrime, alla ricerca spasmodica di un suo autografo, di un sorriso, di una foto da esibire su facebook.

Ai tempi della competizione di Sanremo Social, questo giovane artista, aveva finito col risultare un po’ antipatico a chi notava l’enorme seguito di cui godeva. La polemica era incentrata sul fatto che Alessandro Casillo avesse goduto di troppa visibilità e dunque la lotta con gli altri emergenti era impari.

Ho sempre fatto una distinzione tra artisti che si fingono umili perché adorano sentirsi ripetere di essere rimasti con i piedi per terra e artisti che umili lo sono realmente. Alessandro appartiene di certo alla seconda categoria. Ok, pochi minuti d’intervista non possono essere sufficienti a giudicare una persona, ma in genere non ci metto tantissimo a inquadrare chi ho davanti.

Anziché un piccolo divo spocchioso, mi sono ritrovata a relazionarmi con un ragazzo timido, molto educato e che spesso sottolineava di aver avuto tanta fortuna. L’impressione che ho avuto è quella di un giovane con una solida famiglia alle spalle che lo sta accompagnando lungo la realizzazione del suo sogno. Un ragazzo che mi ha raccontato di alzarsi ogni mattina alle 06:30 e di prendere il tram per andare a scuola. Trascorre i pomeriggi con gli amici e le serate al cinema o a pattinare. E nel momento in cui ho sottolineato che l’input per il testo del brano sanremese lo ha dato lui, si è affrettato a precisare che il merito va tutto agli autori, lui si è semplicemente raccontato.

Ecco svelato il segreto di tanto successo. Alessandro nella quotidianità è un ragazzo di 15 anni come tanti altri e artisticamente trasuda umiltà e voglia di imparare. Stiamo assistendo al tramonto dei divi irraggiungibili?

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