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Chi ha inventato i sentimenti? Intervista a Tony Maiello

Molti di voi ricorderanno Tony Maiello. Era un concorrente della prima edizione di X Factor, si classificò quarto (vinsero gli Aram Quartet). Ma è anche il vincitore di Sanremo Giovani del 2010, con il bellissimo brano “Il linguaggio della resa”. Ora è tornato con uno stile tutto rinnovato.

L’intervista con lui, mi ha colpita molto. Nel periodo di silenzio che è seguito alla vittoria di Sanremo, ha affrontato un principio di depressione. Chiaramente una brutta esperienza e che lui stesso dice di non augurare nemmeno al suo peggior nemico, ma parlandoci risulta evidente quanto questa fase della sua vita l’abbia fatto maturare.

L’intervista è durata quasi il doppio della versione pubblicata perché parlare con lui si è rivelato davvero interessante. La mia non era la curiosità tipica di chi scrive ed ha bisogno della notizia con cui fare un titolo. Mi piaceva davvero ascoltarlo. C’era così tanta sincerità e consapevolezza nelle sue parole, che ero completamente partecipe di ciò che diceva.

In fondo anche nella vita di tutti i giorni, le persone che vale la pena ascoltare sono quelle che ti mostrano anche le loro debolezza e al tempo stesso la forza con cui le hanno affrontate, piuttosto che persone che si nascondono dietro una maschera di perfezione.

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Intervista a Diego Daddi ad un anno dall’incidente

Sicuramente molti di voi ricorderanno Diego Daddi, il corteggiatore della tronista salentina Claudia Piumetto e attuale fidanzato di Elga Enardu. Purtroppo nell’estate 2011 è stato vittima di un brutto incidente. Fortunatamente, al di là della perdita di 5 gradi all’occhio sinistro, ora si è completamente ristabilito. Ha ripreso la sua vita normale e ha ricominciato a fare sport.

Nonostante sia lontano dalle scene già da un po’, Diego gode ancora di un grandissimo seguito e di un forte affetto da parte delle fans e molte di loro si chiedevano se l’incidente avesse lasciato spiacevoli strascichi nella vita del giovane. Abbiamo deciso perciò di intervistarlo.

Diego mi è sembrato un ragazzo gentile, educato e alla mano. Niente di lui urlava divismo. Forse è una delle poche volte in cui l’impressione che traspariva dal teleschermo anni fa, era esatta. Posso affermare con certezza che Diego non fingeva di essere il ragazzo della porta accanto per accattivarsi il consenso del pubblico, è davvero un ragazzo semplice e che sa benissimo cosa è prioritario nella vita.

La relazione d’amore con Elga procede a gonfie vele. Insieme gestiscono dei centri Vodafone. Esempio lampante del fatto che a loro non interessa apparire o andare sulle copertine delle più note riviste scandalistiche. Si sono ritagliati il loro mondo ed hanno coltivato il loro amore, e forse è per questo che il loro rapporto è così solido. Presto, probabilmente, i riflettori si riaccenderanno su di lui…ma per scaramanzia ha preferito non rivelarci di cosa bolle in pentola.

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Intervista a Roberto Casalino. Da Cercavo Amore di Emma ai castighi con Tiziano Ferro.

Roberto è entrato nella mia vita in un freddo pomeriggio d’inverno di alcuni mesi fa. A settimane alterne mi torna la fissazione di voler scrivere una canzone e credetemi è più probabile che il cibo del McDonald faccia dimagrire piuttosto che io riesca a concentrare ciò che intendo dire in pochi versi. Nata prolissa, morirò tale! Diciamo che quando distribuivano il dono della sintesi, ero da Paperblanks a spendere una fortuna in agendine.

Ma torniamo a noi! Era uno di quei giorni in cui dicevo a me stessa che avrei scritto il brano più bello di tutti i tempi, anche se non avevo ancora idea di cosa parlare, ma diciamo che sul tema “contrasti amorosi” sono abbastanza ferrata, dunque pensavo di iniziare da quello. Primo passo? Cercare su google: “come scrivere una canzone”. Girovagando per il web sono giunta ad un sito dedicato esclusivamente a chi, come me, nutre il desiderio di essere il nuovo Mogol. (Ho il brutto vizio di sognare in grande!) Mi iscrivo alla newsletter e dopo essermi messa l’anima in pace, per aver fatto qualcosa in direzione del mio sogno intermittente, vado a dormire.

Il giorno dopo ricevo una mail che annuncia un seminario tenuto da Roberto Casalino per apprendere tutti i segreti per scrivere un brano di successo e farsi ascoltare dalle grandi case discografiche. Purtroppo troppo lontano da dove vivo io per poterci partecipare. Ciò che però mi colpì particolarmente di quella mail, fu leggere titoli di canzoni che adoravo e scoprire che le aveva scritte lui. Inviai subito una mail alla mia caporedattrice per chiederle se potevo intervistarlo e lei, che già lo conosceva e lo stimava come autore, appoggiò la mia idea.

Intanto era arrivato il concitato periodo Sanremese. Tra tutti i brani mi colpisce “Per Sempre” di Nina Zilli che sembrava descrivere perfettamente ciò che in passato è accaduto nella mia vita privata. Indago un po’ sul brano e indovinate chi l’aveva scritto? Ovviamente Roberto Casalino. Quest’uomo è un genio, ho pensato! Arriva il momento dell’intervista. Credo che dirvi che in genere le interviste dovrebbero durare 10 minuti, ma quella con Roberto è durata 20, riesca già a far comprendere quanto fosse interessante ciò che diceva. E poi, viva Dio! un ragazzo che parla, senza che io dovessi tirargli fuori le parole con le tenaglie.

Difficile dire quali momenti dell’intervista mi siano piaciuti di più ma devo dire che mi ha intenerita tantissimo, quando mi ha raccontato che a 14 anni veniva messo in castigo con Tiziano Ferro perché parlavano di musica durante gli allenamenti di pallavolo. Immaginavo questi due ragazzini che ancora ignari di cosa gli avrebbe riservato il futuro, avevano un sogno talmente grande da non poter smettere di parlarne nemmeno mentre erano impegnati a fare tutt’altro. Uno di loro sarebbe diventato l’orgoglio della musica italiana e l’altro uno degli autori che meglio riesce a fare delle note uno strumento per esprimere emozioni e sentimenti.

È stato esilarante il momento in cui mi ha spiegato che le sue canzoni nascono spontaneamente, anche mentre è impegnato a fare la spesa o quando mi ha parlato della gioia che si prova quando hai la consapevolezza che stai creando qualcosa che funziona, che sia un motivetto o un verso. Io lo capisco perfettamente. Sono quelle illuminazioni che io per prima ho nel corso della giornata. Vengono all’improvviso, mentre sei impegnata a scrivere un articolo, a prendere il caffè o a riordinare la casa. Tutto si ferma e chiaro come il sole appare un unico pensiero: “nel mio libro potrei inserire anche un capitolo su…” e allora prendo appunti sul cellulare o sul primo pezzo di carta che mi capita a tiro, nel terrore che l’epifania possa passare. Apro parentesi: perché in questi momenti non c’è mai una penna a portata di mano? Chiudo parentesi.

Dopo aver parlato di come è nato il brano Cercavo Amore di Emma Marronemi sono resa conto che stavamo sforando con i tempi ed ho dovuto lasciarlo andare…ma prima gli ho chiesto un consiglio − ufficialmente per i lettori, ufficiosamente anche per me!− come si fa a diventare come lui???

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Intervista ad Arisa. La dimostrazione che i sogni possono diventare realtà

Che dire di Arisa! A mio parere rispecchia il prototipo del personaggio che ogni giornalista vorrebbe intervistare. Con lei si ha la certezza che qualunque cosa dica, rispecchia realmente il suo pensiero. Non è una di quelle celebrità che si riempiono la bocca di slogan e frasi fatte. Arisa si è rivelata genuina ed interessante, proprio come la immaginavo.

Non si tira indietro quando si tratta di esprimere la sua posizione sulla Chiesa, che spesso limita la vita privata e denigra gli omosessuali. Dichiara anche la sua enorme stima per Papa Giovanni Paolo II. Parla con dolcezza del suo grande amore finito e della scrittura del suo libro, rivelatasi terapeutica.

Quando si parla con lei, si ha l’impressione di confidarsi con un’amica, ti viene quasi voglia di confidarle i tuoi problemi di cuore e di chiederle consiglio. La sua grande generosità è venuta fuori quando mi ha detto che provenendo da una famiglia modesta, pensa sempre a come potrebbe essere di aiuto per i meno fortunati. E credetemi, le sue non sono frasi dette per risultare una persona migliore. Me ne sarei accorta subito. Arisa E’ una ragazza altruista, gentile, solare e che non disdegna il duro lavoro per raggiungere i suoi obiettivi.

Cantante, scrittrice, attrice e pittrice. Con lei si ha la sensazione di vivere in una società migliore. Una società che permette a chiunque abbia una passione ed un reale talento, di vivere la vita che sogna. Arisa proviene da una famiglia normale, nessun amico politico, né famigliari influenti. Ce l’ha fatta con le sue sole forze e, come dice lei, con scarpe comode. Non voglio credere che lei sia l’eccezione. Voglio pensare che prima o poi ogni singola persona che bruci di passione per qualcosa, riesca a trovare una strada per vivere di essa.

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Intervista ad Alessandro Casillo: il trionfo della semplicità

Piccola premessa: non ho seguito Io Canto. Quando mi è stato proposto di intervistare Alessandro Casillo, lo conoscevo come il vincitore di Sanremo Giovani 2012, con il brano “E’ vero”. Ho iniziato le mie ricerche di rito e mi sono imbattuta in uno scenario che non si vedeva dai tempi dei Beatles. Ragazze urlanti e in lacrime, alla ricerca spasmodica di un suo autografo, di un sorriso, di una foto da esibire su facebook.

Ai tempi della competizione di Sanremo Social, questo giovane artista, aveva finito col risultare un po’ antipatico a chi notava l’enorme seguito di cui godeva. La polemica era incentrata sul fatto che Alessandro Casillo avesse goduto di troppa visibilità e dunque la lotta con gli altri emergenti era impari.

Ho sempre fatto una distinzione tra artisti che si fingono umili perché adorano sentirsi ripetere di essere rimasti con i piedi per terra e artisti che umili lo sono realmente. Alessandro appartiene di certo alla seconda categoria. Ok, pochi minuti d’intervista non possono essere sufficienti a giudicare una persona, ma in genere non ci metto tantissimo a inquadrare chi ho davanti.

Anziché un piccolo divo spocchioso, mi sono ritrovata a relazionarmi con un ragazzo timido, molto educato e che spesso sottolineava di aver avuto tanta fortuna. L’impressione che ho avuto è quella di un giovane con una solida famiglia alle spalle che lo sta accompagnando lungo la realizzazione del suo sogno. Un ragazzo che mi ha raccontato di alzarsi ogni mattina alle 06:30 e di prendere il tram per andare a scuola. Trascorre i pomeriggi con gli amici e le serate al cinema o a pattinare. E nel momento in cui ho sottolineato che l’input per il testo del brano sanremese lo ha dato lui, si è affrettato a precisare che il merito va tutto agli autori, lui si è semplicemente raccontato.

Ecco svelato il segreto di tanto successo. Alessandro nella quotidianità è un ragazzo di 15 anni come tanti altri e artisticamente trasuda umiltà e voglia di imparare. Stiamo assistendo al tramonto dei divi irraggiungibili?

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